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Il “Titanic 2012” al largo dell’Isola del Giglio e i vari declassamenti europei hanno segnato l’inizio della puntata di sabato che voleva discutere della legge che obbliga anche i pensionati ad aprire un conto corrente bancario o postale per l’accredito dell’assegno mensile.

Ne abbiamo poi parlato ampiamente con gli ospiti in studio ma sicuramente uno dei momenti clou di “Pensioni & Evasioni” è stato l’incontro con Giovanni Montresor intervistato dalla nostra Elisa Bolognini nel cuore del suo impero fatto di terre e pecore.

“Il maxievasore da 4 euro”, come l’ha chiamato “L’Espresso”, ci ha aperto le porte e si è raccontato senza mediazioni e dando il meglio di sé e del suo “personaggio”.

Vedendolo ho oscillato tra lo sconcerto per il suo modo di fare (se lo riguardate colpirà anche voi il fatto che a fatica è riuscito a pronunciare la parola “tasse”…) e l’insopprimibile ammirazione per un “self made man” che ha costruito la sua fortuna in barba alle regole.

Mentre noi ci indignavamo in studio sul fatto che i pensionati venissero trattati da potenziali evasori da mettere sotto controllo con un conto corrente obbligatorio lui, che in questi anni ha avuto più ricavi, oggi progetta di circondare la sua cascina con un enorme parco fotovoltaico.

Incredibile, Montresor! Lui non ha più guadagnato niente, le sue società sono in regola, il suo grand hotel sovrasta Bussolengo, le pecore pascolano sulle sue terre e il fisco si deve accontentare di 4 euro.

Sono davvero curioso di sapere come andrà finire oggi che la Finanza lo ha messo in mora.

Ce la farà il nostro “Lolo”, come lo chiamano in paese, a farla franca?

Continuate a seguirci e vi faremo sapere.

E sabato prossimo vogliamo discutere con voi di acqua, luce, gas e beni di prima necessità i cui aumenti stanno gravando sempre più su stipendi e pensioni.

Giovanni Anversa

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15 Gen 2012 11.11 Editoriale 1 Commento
Il titolo della puntata di Paesereale di sabato è “Pensioni & Evasioni”, che riassume bene i due argomenti oggi più d’attualità.
Infatti se da una parte oltre due milioni di pensionati dovranno adeguarsi alla nuova norma sulla tracciabilità che vieta il pagamento in contanti delle pensioni oltre i 1000 €, dall’altra cosa sta facendo lo Stato contro gli evasori fiscali?
Giovanni Anversa ne discute sabato in diretta alle 9.10 con Carla Cantone, segretaria SPI-CGIL, Giuseppe Bortolussi della CGIA di Mestre e con il direttore generale pensioni dell’Inps Gabriele Uselli.
Aspettiamo qui e sulla nostra pagina Facebook i vostri commenti e il vostro punto di vista!

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11 Gen 2012 11.11 Diretta 24 Commenti

Guarda il servizio andato in onda



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12 Dic 2011 02.02 Servizi 1 Commento

Se penso alla puntata di ieri non mi tolgo dalla testa la telefonata di Paolo da Firenze e la sua voce rotta da pianto.

Mentre ci interrogavamo sulla mannaia che si abbatterà sulle pensioni, tra ici, iva e blocco delle rivalutazioni, è andata in onda la disperazione di un uomo che ha perso il lavoro e deve anche lottare contro un cancro che ha minato la sua salute.

Sono rimasto sconcertato e guardando Annarella che coi suoi 85 anni non ha perso la voglia di lottare e di dire le cose come stanno, pensavo a Paolo che non aveva neanche la forza di raccontarsi ma che ha sbattuto in faccia a tutti come per lui la crisi, le manovre e il debito pubblico fossero solo l’ennesimo  accidente che gli si abbatteva addosso.

Ho potuto fare appello solo alla buona volontà delle persone e richiamare l’importanza della solidarietà sociale che con il volontariato possiamo rendere concreta. Ma non mi basta: la storia di Paolo non può essere liquidata così.

Lui deve sapere che intorno può avere una rete di persone che non risolveranno il suo problema ma almeno lo faranno sentire meno solo e aiutato a trovare un risposta, intanto alla sua vita senza lavoro ad una età nella quale la pensione è diventata ancora più lontana e difficilmente si trova una nuova occupazione.

Sabato prossimo voglio risentire Paolo, voglio che sappia che almeno noi di Paesereale, anche se per un’ora di televisione, possiamo essere con lui e aiutarlo a trovare risposte.

Giovanni Anversa

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12 Dic 2011 12.12 Editoriale Nessun Commento

“Bustasciutta” è il titolo della puntata di Paesereale che Giovanni Anversa dedica al mondo del lavoro, garantito e non, per capire che diseguaglianze ci sono negli stipendi e come tasse e rincari erodano il potere d’acquisto.

Si parte con una copertina dedicata agli stipendi dei manager privati e pubblici.

Ne parleranno in studio Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della CISL, Enrico Bracalente amministratore unico di “Nero Giardini”, Gianni Usai, ex operaio Fiat, Roberto Sommella, vice direttore vicario di “Milano Finanza”, Pasquale Cesarano, giovane lavoratore precario napoletano.

Sabato 3 dicembre alle 9.10 in diretta su Raitre.

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01 Dic 2011 01.01 Il programma 5 Commenti

Sabato abbiamo parlato di “SacrifICI & Patrimoni” e in tanti ci avete fatto capire una cosa di cui dovrebbero tenere conto i “professori” al Governo: gli italiani non si vogliono sottrarre al dovere di salvare il Paese tornando a pagare anche l’ICI sulla prima casa ma questo non può essere disgiunto da quell’equità tanto sbandierata che deve poggiare sul concetto che “chi più ha, più paga”.

Sono stato colpito dai tanti pensionati a cui abbiamo dato voce e non uno che si sia scagliato contro l’ipotesi di reintrodurre l’Ici. Davvero una bella lezione di senso civico che fa onore a quegli italiani che nel dopoguerra hanno rifatto l’Italia e negli anni Sessanta l’hanno fatta crescere fino a farla diventare un grande Paese.

Ma stipendi e pensioni che ormai servono anche a mantenere i giovani precari, non possono più subire ulteriori prelievi anche perché a ridurne il potere d’acquisto ha provveduto anche l’aumento dell’Iva che si scarica sui prezzi al consumo. E allora c’è chi ha detto facciamo pagare lo Sato che spreca, come il Tea Party Italia, chi ha ribadito la necessità della patrimoniale, come Sbilanciamoci, che ha suggerito anche di tagliare le spese militari, chi più semplicemente ha rinnovato l’invito a far pagare i ricchi.

Ma nel frattempo, tra lavoratori che vogliono difendere il diritto al lavoro e alla contrattazione e giovani precari e in nero che vorrebbero almeno un pezzo di quei diritti, cosa sta succedendo al mondo del lavoro nel nostro Paese?

E’ finita l’epoca del contratto collettivo nazionale di lavoro?

Che contratti vogliono le aziende che sono uscite da Confindustria? Cosa significherà rinnovare i contratti di lavoro all’epoca della grande crisi?

A cosa possono aspirare i giovani che entrano nel mondo del lavoro?

Fateci sapere come è regolato il vostro rapporto di lavoro, fateci conoscere le vostre buste paga, denunciate la vostra condizione di lavoratori in nero.

Il titolo che vi proponiamo è breve ma efficace: “Bustasciutta”.

Giovanni Anversa

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28 Nov 2011 10.10 Il programma 3 Commenti

Ore 9e 12 e 30…uno due tre quattro cinque, dieci, cento passi!

On air! I passi per raggiungere il tavolo che campeggia nello nostro studio sono stati pochi ma l’emozione di ricominciare in diretta sui temi cruciali che il Paese sta vivendo, tanta.

Si sarà anche capito dall’impaccio iniziale. Ma poi mi pare che tutto abbia cominciato a fluire e la scaletta ha iniziato a dipanarsi.

Si parte con la dichiarazione  di Berlusconi al G20 di Cannes sui ristoranti pieni, accostata alle immagini dell’alluvione di Genova e un’unica data: 4 novembre 2011. Quella contemporaneità ci aveva colpito e l’abbiamo voluta riproporre perché proprio a partire da quei due fatti volevamo articolare la discussione con i nostri ospiti.

Sullo sfondo la crisi che c’è e si fa sentire sui ristoratori, sui lavoratori, sugli imprenditori, su quel paese reale al quale abbiamo voluto come protagonista.

Il primo a prendere la parola è Bruno Maiolo, piccolo imprenditore edile che a vent’anni lascia la sua Calabria per fare impresa al Nord, prima in Piemonte poi in Veneto. Mi racconta di come le cose sono andate bene fino al 2007 quando la crisi dell’edilizia comincia a farsi sentire e le villette a schiera che costruisce non si vendono più. A quel punto le banche non fanno più credito e Bruno e lui non ce la fa a salvare il suo “sogno” e soccombe, al punto che anche la famiglia si sfascia, la sua villa viene messa all’asta e lui si riduce a dormire in furgone per poi essere ospitato da un suo ex dipendente rumeno.

Da un ex piccolo costruttore edile in rovina ad un ex lavoratrice a tempo indeterminato nel senso che Rosa Giancola sul Titanic Italia vede affondare la sua azienda di Latina che produceva uniformi militari lasciando a casa lei e le sue 28 compagne di lavoro. Ora la stanno occupando giorno e notte mentre il tribunale ne sta decidendo le sorti in attesa di un possibile acquirente interessato a rilevarla.

Rosa è una donna tenace, vuole dire tante cose, ma come sempre i tempi televisivi mi costringono a comprimerla ma credo arrivi tutto il senso della sua testimonianza.

Poi c’è Sergio Gatti direttore di Federcasse che parla di banche, economia e governo tecnico e Giovanni Roncucci che introduce il concetto di internazionalizzazione contro una idea di delocalizzazione che penalizza i lavoratori italiani come Rosa. “Se non andiamo noi in quei mercati ci andrà qualcun altro e noi perderemo terreno” dice Roncucci lanciando un appello a far pesare sui mercati la nostra qualità e le nostre capacità.

Insomma capisco che abbiamo toccato punti cruciali ma ho anche paura di mettere troppa carne al fuoco. Ad aiutarci a stare con i piedi per terra ci pensa Roberta Scapinelli, una lavoratrice della Uniform di Brugnato, in provincia di La Spezia, andata sott’acqua per l’alluvione. Ci fa capire il dramma del lavoro che si ferma per una sciagura ambientale ma se la prende con Roncucci sulla delocalizzazione e lì mi accorgo che potrebbe decollare una bella discussione.

Ma mancano otto minuti alla fine!

Ho ancora da sentire il mio collega Emiliano Fittipaldi che ha ricordato già all’inizio come per combattere la crisi si debba intervenire sui privilegi delle varie caste italiane soprattutto se si vogliono chiedere sacrifici al Paese reale.

Alla fine racconto il bell’esempio del Comune di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, dove gli amministratori hanno rinunciato ai loro compensi per finanziare il sociale e borse di studio per far studiare i giovani che non hanno le possibilità. Il giovane sindaco Vincenzo Cappello risponde con orgoglio e io sottolineo che l’esempio arriva dal basso. Evviva! Ma il tempo è scaduto e abbiamo solo il tempo di lanciare il numero per sostenere la ricerca dell’Airc contro il cancro.

Domenica, mi sveglio con in testa il titolo della nostra prima puntata di ieri: “basta ristoranti: serve un lavoro enorme”. Mi accontento di pensare che più modestamente dobbiamo lavorare ancora di più per rendere migliore il programma. Mi aiuta in questo la recensione di Mirella Poggialini su “Avvenire” che coglie con acutezza alcuni punti critici, ci rifletterò. Nel frattempo il 5% di share ci fa ben sperare e da oggi nuovamente al lavoro per “Paesereale”.

Giovanni Anversa

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13 Nov 2011 08.08 Il programma 1 Commento

Crisi economica, calamità naturali, disuguaglianze sociali, privilegi della casta che resistono.

Come reagiscono le piccole e medie imprese, da sempre perno del nostro tessuto produttivo?

Ne discutono Emiliano Fittipaldi, giornalista de L’Espresso, Bruno Maiolo, piccolo imprenditore edile in difficoltà, Giovanni Roncucci, esperto di internazionalizzazione delle imprese, Roberta Scapinelli lavoratrice ligure che vive le conseguenze dell’alluvione e il rischio delocalizzazione della propria azienda e Rosetta Giancola, operaia in cassa integrazione.

Per una volta a confrontarsi sui problemi degli italiani saranno proprio i cittadini, in diretta a Paesereale il sabato mattina alle 9.10.

Anche voi potete intervenire: paesereale@rai.it

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11 Nov 2011 11.11 Diretta, Paesereale 10 Commenti

Dopo dieci anni “Racconti di vita”, storica testata sociale di Raitre, si trasforma in “Paesereale” un programma che pur legandosi idealmente a quella tradizione si presenta sostanzialmente rinnovato e non solo nel titolo.

Il nuovo programma cambia infatti collocazione dalla domenica al sabato e andrà in onda in diretta alle 9.15 per la durata di un’ora durante la quale a discutere d’attualità sarà proprio quel “paese reale” che i talk d’informazione riducono a brevi contrappunti nel dibattito tra esponenti politici.

“Paesereale” sarà invece uno spazio di discussione e di confronto che vedrà protagonisti non i soliti noti ma quei cittadini espressione di quella rete di cittadinanza attiva che si esprime in forme più o meno organizzate. Movimenti, organizzazioni, associazioni, gruppi, comitati e altro che oggi rappresentano quel tessuto civico che vuole intervenire nel dibattito pubblico su questioni cruciali della vita economica, politica, sociale e culturale del Paese.

Abituati come siamo a confrontarci su ciò che divide il mondo politico, con “Paesereale” vogliamo verificare come quegli stessi temi si riverberano nel dibattito tra cittadini. Se in Parlamento si discute di manovre economiche come se ne parla invece nel sociale? Se la politica si divide sul testamento biologico come si dividono le persone? Se il palazzo si divide sulle unioni gay come reagisce invece il Paese?

A partire da una domanda d’attualità lo studio si animerà non solo grazie agli ospiti, con le loro storie e le loro esperienze, ma anche con il contributo di filmati che rilanceranno alcune provocazioni allargando il contesto al Paese e ai suoi territori.

Un ruolo fondamentale lo avranno anche le telefonate in diretta del pubblico da casa che interverrà raccontando le proprie storie e le proprie opinioni così da arricchire il dibattito in studio.

Lo scopo non è solo quello di dare una visibilità diversa al Paese reale – sfuggendo alla subalternità dei talk tradizionali in cui i cittadini incarnano solo o la protesta o la disperazione – ma di far conoscere anche chi, nella realtà quotidiana, si impegna per denunciare, per difendere, per proporre.

Per fare questo lo studio disponendo di una postazione multimediale durante la diretta televisiva dialogherà con gli spettatori anche attraverso il sito e il profilo facebook del programma, un altro strumento a disposizione dei cittadini per comunicare contenuti, proposte e vicende personali.

L’attualità sarà la principale fonte da cui trarranno ispirazione le puntate, un’attualità che si impone nel presente ma anche come delinearsi di fenomeni sottotraccia che vanno segnalati e interpretati. Un’attualità a cui il programma guarderà con un approccio attento a individuare aspetti particolari, meno discussi, ma che sono significativi non solo per aumentarne la comprensione ma anche per rendere più originale il nostro contributo.

Accanto a queste motivazioni spicca anche la decisa propensione a considerare questo spazio televisivo una nuova opportunità per i cittadini di sentirsi legati al proprio servizio pubblico radiotelevisivo in un momento di forte scollamento generale. Rinsaldare questo legame non solo a partire da un titolo fortemente simbolico ma soprattutto considerando il programma uno spazio aperto dove far arrivare non solo il disagio di tanti ma anche quella energia positiva che attraversa il Paese reale e aspira a renderlo migliore.

“Paesereale”, che prenderà il via il 12 novembre alle 9.15 in diretta su Raitre, andrà in onda dallo studio 3 di Saxa Rubra e sarà condotto da Giovanni Anversa che insieme ad Alessandro Scalco è anche autore del programma. Alle due firme si affianca da questa edizione, come collaboratore autorale, Marco Malvestio. La regia è di Andrea Dorigo, il produttore esecutivo è Patrizia Vacchio.

In redazione: Francesca Barsi, Elisa Bolognini, Roberta Cerqua, Donatella Floris, Annalisa Guerrisi, Antonella Manca, Elio Mazzacane, Monica Pietrangeli, Francesca Pietrobelli, Amedeo Vicinelli.

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03 Nov 2011 02.02 Il programma, Paesereale 9 Commenti